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Salve Dottore, mi chiamo Giusy e ho 29 anni, volevo chiederle perché oggi sembra così difficile, per molti giovani, costruire un buon rapporto di coppia?

Cara Giusy, amo immaginare il rapporto di coppia come un interessante ma impegnativo "viaggio in due" in cui ciascun partner porta con sè solo una parte del bagaglio esperenziale ed emotivo costruito all'interno della propria famiglia di origine; un bagaglio che verrà condiviso da entrambi, e che costituirà le basi per quello che comunemente intendiamo come "rapporto di coppia".

Nel lavoro con le coppie (almeno nella mia esperienza) spesso mi trova di fronte al conflitto tra aspetti ideali e aspetti reali di una unione basata soprattutto sul legame affettivo: i bisogni emotivi e affettivi dei partners sono messi a nudo ed enfatizzati, le attese di reciproca empatia e comprensione si fanno altissime, ciascuno dei due si aspetta che l'altro sia in grado di rispondere subito a una serie di esigenze intime, ha fiducia di trovare condivisione di sentimenti, stati d'animo, fantasie, significati.

Una delle più diffuse ragioni di tante rotture di coppia, che intervengono poco dopo l'inizio della vita a due, è proprio la caduta di questo modello irreale, di questo mito, a contatto con la realtà vissuta: il partner si rivela diverso da come lo si era immaginato; ma ognuno dei due scopre anche, più o meno consapevolmente, di essere diverso da come immaginava se stesso.

La decisione di vivere insieme, allora, appare sbagliata, frutto di errore, di illusione, e il processo di separazione, che è sempre lungo e doloroso, anche quando non ci sono figli, anche quando la decisione sia presa consensualmente, mette in luce il profondo gioco di collusioni in cui entrambi i coniugi erano coinvolti, dovendosi separare non solo dal compagno, ma anche da parti del proprio sè inizialmente investite sull'altro.

Risposta: dott. Mario Brengola

Ultimo aggiornamento il 04-11-2009 dal filomena angiuni.

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