Sono una studentessa universitaria, ho 25 anni e sento l'esigenza di parlare e di sfogarmi con qualcuno, perchè sto attraversando un momento abbastanza difficile...
Sono una studentessa universitaria a Salerno, ho 25 anni e sento l'esigenza di parlare e di sfogarmi con qualcuno, perchè sto attraversando un momento abbastanza difficile. Ho una situazione familiare non delle migliori dato che i miei genitori si sono separati da quando avevo tre anni e a novembre del 2006 si sono divorziati, perchè mio padre è sparito per quasi due mesi senza lasciare recapito e quando è riapparso con molta difficoltà e tanta insistenza siamo riusciti a scroprire che aveva contratto dei debiti da diversi anni e lui non ha fatto altro che riempirci di bugie in tutto questo tempo e per questo ho deciso di troncare i rapporti con lui, dato che sono stanca di sentire tutte le sue non verità. Adesso sono sotto tesi e mi manca solo un ultimo esame per finire e non so veramente come tirare fuori tutta questa tensione che mi porto dentro dato che affronto quotidianamente una convivenza con altre quattro ragazze e sento tanto l'esigenza di avere una figura paterna che non ho mai avuto che mi rassicuri e mi dia la carica per andare avanti. Anche se ho una mamma ed un ragazzo straordinari ma non voglio far pesare a loro questi miei problemi perchè ne hanno passate tante. La cosa che vorrei chiedervi è come faccio ad andare avanti senza cadere giù è affrontare questi problemi nel migliore dei modi e riuscire a concludere questo ultimo periodo universitario al meglio. Se è possibile vorrei una risposta dal dott. Mario Brengola.
Risposta: dott. Mario Brengola
Purtroppo oggi non è raro incontrare persone che, non riuscendo a superare le proprie “dipendenze” finiscono con il contrarre debiti, destabilizzando quel sistema familiare che invece dovrebbero “proteggere” e “rassicurare”. Capisco la tua rabbia, ma credo tu debba scindere le mancanze che questa persona ha avuto come “padre” da quelle avute come “marito” sebbene, indirettamente, ne abbia sofferto anche tu (vedere tua madre star male).
E’ importante al fine di riprendere con lui una relazione (padre-figlia) ma soprattutto al fine di evitare di “rivedere” nel tuo attuale partner eventuali atteggiamenti, comportamenti o indizi che “per sentito dire” ( a tre anni eri troppo piccola) appartenevano a lui in quanto “marito” e che quindi potrebbero far riemergere un “tipo di rabbia” (quello di una moglie abbandonata) che hai “condiviso” ma che non ti appartiene.
Se non ti va di incontrarlo scrivergli delle lettere per liberarti da quella “rabbia” e da quel “dolore” che da figlia attribuisci al suo “essersi comportato male” potrebbe servirti, almeno in parte, a risolvere questa tua confusione… Magari col tempo, e con l’aiuto di tua madre, deciderai di incontrarlo e di recuperare una relazione fondamentale per la tua individuazione e crescita personale, positiva o negativa che sia,
Se anche i bambini adottati sentono il bisogno di conoscere, a distanza di anni, i propri genitori naturali, nonostante le violenze e gli abbandoni subiti, ci sarà un motivo….
Ultimo aggiornamento il 05-11-2009 dal Mario Brengola.