La donna e l'immagine della carne
01-10-2008 14:35 a cura di Caterina A. Stuppia
L’essere donna è da sempre strettamente correlato all’immagine estetica che la donna stessa ha e produce attraverso il proprio corpo, come veicolo di comunicazione e custode d’identità. La figura femminile, spesso risultato di accurati make-up o ritocchi di chirurgia plastica e teatro delle mutazioni fisiche inerenti alle fasi di crescita e all’esperienza della maternità, funge da metro di giudizio nel definirne l’intima realtà e lo status sociale acquisito. Nel mondo occidentale, in particolare, l’essere donna viene per lo più ricondotto all’esistere attraverso un corpo, spesso trasfigurazione irreale delle icone propagandate dai media, artefici della deleteria contraddizione per cui è possibile un’effettiva omologazione di corpi ed essenze ed una conseguente cancellazione delle naturali diversità. In primis, la televisione, come maggior mezzo di comunicazione mondiale, non solo è portatrice dei valori e dei comportamenti della contemporaneità, ma attraverso le pubblicità, offre come immagine della donna, figure sempre più stereotipate. I modelli socio-culturali proposti spaziano dalla casalinga appagata e sorridente alla bad girl scomposta e ribelle, dalla spotiva dal fisico scultoreo alla ragazza acqua e sapone per le linee d’abbigliamento giovani, dalla narcisista donna oggetto alla mangiatrice di uomini che ama provocare e sedurre. Tra tutte queste figure, che ci vengono proposte in modo più o meno sfumato o inquinato negli spot, facilmente si nota che l’associazione più frequente è quella tra donna e sessualità. Lo stesso modello standard della casalinga, viene rivalutato, e dotato di attrattiva sessuale, cosicchè la ‘’mamma’’ di una volta, assume i connotati della ‘’partner’’ moderna, che rappresenta non più il focolare domestico da curare e amare, ma le relazioni affettive vissute in ambito più esteso e spesso extradomestico. Queste figure non solo influenzano la percezione che le donne hanno di se, ma fanno si che ci sia un duro e avvilente impatto con la realtà effettiva. Se nell’immaginario televisivo solo le donne attraenti e manipolatrici sono quelle vincenti, nel vissuto quotidiano, ricco di sentimenti e contraddizioni, l’esperienza del fallimento e della piccola sconfitta, viene percepito con incredibile dramma. Inoltre comune diventa anche per gli uomini, un forte senso di illusione conseguentemente disillusa , causato dall’interiorizzazione di una donna succube e sottomessa al suo immaginario erotico, ma nella realtà, fatta di aspettative, pretese ed esigenze. Tali meccanismi, insinuandosi nel vivere della donna comune, alimentano la falsa speranza di poter eguagliare i modelli limite, così smerciati, provocando inevitabili frustrazioni che rischiano di annientare la complessità di emozioni, sentimenti ed aspirazioni di cui quello stesso corpo, ritenuto “inadeguato”, è portatore.