L'orologio biologico: donne e uomini a confronto
03-03-2008 14:58 a cura di Caterina A. Stuppia
L’immagine della donna, calata nei ritmi lavorativi della moderna società, è sempre più in contrasto con la figura di una madre a tempo pieno. Considerando la durata di un corso di studi, le rispettive specializzazioni e la forzata gavetta, poche fortunate approdano ad una stabilità lavorativa soddisfacente e inerente al proprio percorso, prima dei 30 anni. Solo dopo questo traguardo, se si condivide la vita con l’uomo giusto, e ci sono le possibilità economiche, la donna considera la possibilità di concepire un figlio. Ma l’eterno dilemma, famiglia o carriera, si eclissa quando sulla soglia dei 40 anni, si avverte l’immancabile ticchettio dell’orologio biologico, che scandisce preciso l’ultima possibilità di dare alla luce una nuova vita. Una ricerca scientifica, coordinata dal professor John Mirowsky e pubblicata in Gran Bretagna sull’Health and Social Behaviour Journal, sostiene però che l’età più idonea per diventare mamme è 34 anni. Tesi che non convince altri esperti del settore: la fertilità diminuisce con l’avanzare dell’età. A rendere la giusta ‘’solidarietà’’ a questo dramma da sempre considerato femminile, è l’altro sesso, quello forte, che comunque non può sottrarsi ai dettami della natura. L’orologio biologico, infatti, non è solo una tappa dell’evoluzione della vita delle donne, ma anche degli uomini. E qui la scienza si è aperta a curiosità ed esperimenti a volte impietosi. Alcuni ricercatori americani, hanno analizzato, con sofisticate tecniche di biologia molecolare, lo sperma di 97 uomini, di età compresa tra i 22 e gli 80 anni, constatando in maniera doppia nei volontari ultraquarantenni rispetto ai ventenni, una particolare anomalia genetica degli spermatozoi, che rende il concepimento più difficile. Gli studiosi francesi, per non essere da meno delle valutazioni dei colleghi statunitensi, hanno invece calcolato che le donne sotto i 30 anni, hanno meno chance di concepire, circa un 25%, con un partner over 40. Percentuale che sale fino al 33% per le donne tra i 35 e i 37 anni. La svolta quindi avviene anche per l’uomo attorno ai 40 anni, in quanto si considera che ogni anno gli spermatozoi perdono naturalmente lo 0,7% della loro motilità. L’unica nota positiva, per chi ancora crede di voler donare la vita con e per amore, al di la dell’età che la società e gli scienziati ci impongono, è che la fertilità maschile, sebbene abbia un progressivo declino, non si arresta di colpo come quella femminile, dopo l’arrivo della menopausa. Quindi anche se gli orologi biologici non combaciano, non disperare: la natura regala a quelli dell’amore sempre qualche occasione in più.